sabato 28 novembre 2015

ScrivOrtigia: scrittura in azione


domenica 6 dicembre, ore 10
piazza dei Mergulensi in Ortigia / Siracusa




Ecco alcune delle parole scritte per scrivOrtigia il 21 novembre sul tema PaceoGuerra:

Piazza di fresche brezze in Ortigia. Guerra sulle labbra di tanti. Quella che il cuore non tollera. Allora giù le armi, liberiamo il dolore nella notte.

Il prossimo appuntamento per scrivOrtigia sarà domenica 6 novembre, sempre in piazza dei Mergulensi, alle ore 10, con la collaborazione di Irma la Dolce (il suo concerto alle 11 seguirà il nostro incontro) e di Movimento Centrale.

Il tema sarà #Curailmondo.

scrivOrtigia è un appuntamento di scrittura estemporanea nel formato di un sms, 140 caratteri, organizzato da Lorenzo Perrona.

Da un luogo speciale come Ortigia, lanciamo nel web i nostri pensieri sul mondo e prendiamo posizione, con una micro-scrittura veloce, diffusa e social, su questioni importanti della nostra vita collettiva.

Scrittura in azione, ma anche un gioco letterario, che è una sfida, una presa di parola fra le vie e nelle piazze del nostro abitato. "Cogliere l’attimo con i sensi (bellezza o sconcerto, che sia) e comunicarlo è un gesto d’amore", dice Silvana Tuccio, esprimendo lo spirito di scrivOrtigia.

Un pensiero, un'immagine, una micro-storia colta fra le suggestioni del paesaggio di Ortigia – le persone nelle piazze, il silenzio, gli spazi tra i vicoli e il respiro delle sue vedute – e condivisa, messa in comune, per suscitare punti di vista sulla contemporaneità.

Fra le 10 e le 11 da piazza dei Mergulensi, invieremo i nostri testi di max 140 caratteri ai nostri contatti e, chi vorrà, al cellulare 3477343937 o alla pagina https://www.facebook.com/siciliacontemporanea/.

Tutti i testi che ci raggiungono saranno in seguito raccolti e pubblicati sul blog
www.siciliacontemporanea.blogspot.it.

SiciliaContemporanea /associazione lacunae / lorenzoperrona@gmail.com

martedì 24 novembre 2015

ScrivOrtigia, PaceoGuerra, 21 novembre


Da un luogo speciale come Ortigia, un gioco letterario e una sfida.
Abbiamo preso la parola e l'abbiamo lanciata nel web, con i nostri pensieri sul mondo.

"Pace nel sorriso degli amici. Piazza di fresche brezze in Ortigia. Guerra sulle labbra di tanti. Quella che il cuore non tollera. Allora giù le armi, liberiamo il dolore nella notte." (Silvana)
 
"Billy il marine e mohamed il jihadista hanno un sogno, andare alla guerra. La vedono. La vivono. Ci muoiono. Il presidente, il manager, il giornalista sulla guerra dibattono, ci contano, la diffondono. Ossessioni di  distruzione e morte da cui l'umanità deve difendersi." (Lorenzo)
 
"Se sei 'in pace', non c'è più bisogno di parlare di pace o guerra." (Marcella)
 
"Molte persone, purtroppo, non conoscono il significato della pace e la serenità perché hanno la fortuna di conviverci...  Ma le persone che fuggono della guerra farebbero di tutto per avere un minimo di questa serenità...  Quindi cerchiamo di essere sempre in pace..." (Aisha)
 
"A qualcuno... forse a tanti... fa comodo... che nn ci sia pace! Cioè che qualche guerra qua e là paradossalmente... porti benefici." (Giorgio)

giovedì 5 novembre 2015

ScrivOrtigia per StopIncendiWestPapua

sabato 7 novembre
scrittura in azione per le vie di Ortigia *
appuntamento alle 17:00 piazza duomo /

* ESPRIMIAMO SOLIDARIETA’ AL POPOLO DEL WEST PAPUA E DELLE AREE COLPITE DAGLI INCENDI PROVOCATI DALLA DEFORESTAZIONE




Con la scrittura estemporanea di 140 parole, sabato 7 novembre alle 17 in piazza Duomo, Siracusa, il centro di Ortigia, liberiamo l’immaginazione ed esprimiamo solidarietà al popolo del West Papua, colpito dagli incendi delle foreste pluviali.

Nell’antica isola di Ortigia, ecco l’occasione di cogliere suggestioni dal passaggio, le persone nelle piazze, il silenzio, gli spazi tra i vicoli e il respiro delle vedute.

Venite e partecipate anche se non siete scrittori.

·         Ogni testo, della lunghezza di un twit o un sms, circa 140 parole, sarà pubblicato sul blog siciliacontemporanea.blogspot.it .

·         Con il vostro mezzo multimediale in mano potete mandare il testo in diretta al vostro network. Ricordate che cogliere l’attimo con i sensi (bellezza o sconcerto quel che sia) e comunicarlo è un gesto d’amore.

·         Ricordiamo, inoltre, gli incendi in corso in Indonesia: isole e un ecosistema forestale da cui il mondo intero trae beneficio sono distrutte. L’incendio dura da settimane. Sono colpiti gli animali selvatici delle foreste. Sono colpiti i popoli di West Papua, dell’Indonesia e l’intera area sud-asiatica. Nell’indifferenza dei media l’attenzione che possiamo dare rappresenta una goccia di consapevolezza.

 Hashtag

#scrivortigia #incendiWestPapua #paesaggio #beniculturali #azionecultura #siciliacontemporanea #ambiente
 

organizzazione associazione lacunae

martedì 25 agosto 2015

Le scelte dell'artista


L’ultimo film di Wim Wenders, Il sale della terra, sulla vita e l’opera del fotografo brasiliano Sebastião Salgado, nasce da una presa di consapevolezza fondamentale: le leggi che governano i fatti del mondo non solo non producono più il bene collettivo (se mai l’avessero prodotto) ma producono rovina e morte, condannano alla sterilità l’ambiente, all’alienazione gli abitanti del pianeta. Questa constatazione è tanto importante ed essenziale che - viene da pensare – è ben strano che sia raccontata dentro una storia segnata dall’eccezionalità, e non come un percorso alla portata di tutti, da realizzare nel nostro quotidiano.
E’ anche significativo che chi dichiara questo stato mortifero del sistema, con semplicità e senza catastrofismo, siano degli artisti (Wenders, Salgado), non dei teorici della politica o degli economisti. La politica e l’economia dominanti persistono nella deleteria gestione del potere globale, e hanno buon gioco a relegare pensieri e progettualità differenti nell’area dell’alternativa cosiddetta “radicale”, utopica.
Racconta Wenders che il fotografo Salgado, dopo aver raggiunto il successo mondiale con reportage di impianto umanitario e sociale (su Sael, Angola, Mozambico, Sud America, le migrazioni, il lavoro umano), lascia nel 1994 l’agenzia Magnum Photo e fonda, con la moglie Lelia Wanick Salgado, una struttura indipendente, Amazonas Images. Questo perché l’artista vive una crisi creativa legata sia alle condizioni del sistema produttivo dell’arte sia agli stessi motivi che giustificano il fare arte.
L’artista è testimone di disastri epocali, massacri e genocidi che accadono apparentemente all’improvviso, inspiegabilmente, e che rimangono lì, nell’orrore dell’indicibile e del non detto. La fotografia, l’opera dell’artista, risuona “esteticamente” come documento-denuncia, entra nel circuito della comunicazione proprio grazie alla sua forza perturbante e sconvolgente. E lì si perde. Continua a vivere come oggetto estetico, sussulto emotivo, ma non penetra nella consapevolezza e nelle coscienze, la sua profonda mozione etica e politica sfuma nel flusso della citazione, perde il contesto e perde di senso.

Ecco che il primo passaggio della scoperta dell’artista Salgado-Wenders è la crisi dell’artista engagé, che sente vano il suo impegno etico-artistico nei confronti della società. Ma questa crisi artistica va ulteriormente approfondita. Non si tratta di una stanchezza individuale, si tratta di riflettere sullo status della rappresentazione artistica nel contesto della contemporaneità. La domanda da farsi è di questo tipo: fra le infinite scelte che l’artista può operare, che cosa è giusto rappresentare tramite l’arte? La realtà, la dignità degli individui, i loro diritti, dare una voce a chi non ce l’ha. Ma se questo costringe l’artista a rappresentare l’orrore e la distruzione, e il sistema della comunicazione ben si presta ad accogliere queste rappresentazioni, come fa con le foto-notizia che bucano gli schermi, è giusto che l’artista resti legato alla denuncia, al circolo vizioso di distruzione orrore morte? A cosa serve rappresentare l’orrore se sappiamo bene che atroci misfatti avvengono perché qualcuno ha interesse a non impedirli, a non prevenirli?
Salgado aveva costruito il suo successo con reportage che coglievano le ragioni dell’umanità e raccontavano le storie della loro negazione, spesso dovute a scelte geopolitiche “inevitabili” e “anonime”. Abbandona i reportage dai luoghi di crisi, sceglie di fare un altro discorso. Dedicarsi a un discorso di vita invece di restare schiavo della cronaca di morte. Sentirsi vivi andando a fotografare gli ambienti naturali e gli animali, anche a costo di esser giudicato rinunciatario e bucolico. Lélia Wanick Salgado, curatrice del progetto Genesis del 2008, spiega: “Genesis è la ricerca del mondo delle origini, come ha preso forma, si è evoluto, è esistito per millenni prima che la vita moderna accelerasse i propri ritmi e iniziasse ad allontanarci dall’essenza della nostra natura”. Grazie al contributo di Leila, Salgado individua così il progetto “giusto” per superare la crisi creativa: osservare la vita e dare vita, curando l’ambiente e conoscendo i modi e i ritmi della natura. Il passaggio che conclude la storia del film di Wenders è la decisione di Sebastião e Leila di dedicarsi alla fazenda inaridita di famiglia, e di piantarvi migliaia di alberi per farla tornare il luogo fecondo di cinquant’anni prima. E, come nel noto racconto di Jean Giono, tornati i boschi, ritorna l’acqua, ritornano gli uccelli e gli animali selvatici, l’ambiente favorevole alla vita umana. Il progetto artistico di Sebastião e Leila è  stato entrare in sintonia e favorire i modi della natura: un artefatto nella natura e con la natura.

Sebastião e Leila hanno ricreato un mondo vivo e ospitale, la fazenda dell’infanzia felice. Un eden, un’utopia? No, un progetto, che si chiama Instituto Terra e si può vedere qui: http://www.institutoterra.org/.
[Lorenzo Perrona]

mercoledì 27 maggio 2015

Incontro con Paolo Bartoloni su Svevo


 


 lunedì 1giugno 2015, ore 17
Arcadia University, via Roma 124, Siracusa

 Incontro con Paolo Bartoloni, autore del libro

Sapere di scrivere. Svevo e gli ordigni di La coscienza di Zeno,
Il Carrubo Edizioni, Catania 2015
 
Introduce Lorenzo Perrona
 
 
Paolo Bartoloni è professore ordinario di Letteratura Italiana presso la National University of Ireland, Galway, ha pubblicato numerosi saggi sul pensiero filosofico occidentale e il suo rapporto con la letteratura, con riferimento soprattutto al lavoro di Agamben, Benjamin, Blanchot, Calvino, Caproni, Heidegger, Perniola, Svevo e Vattimo. È autore delle monografie Interstitial Writing: Calvino, Caproni, Sereni and Svevo (Troubador Publishing, 2003); On the Cultures of Exile, Translation, and Writing (Purdue University Press, 2008); e Things that Matter: Objects in Italian Life and Culture (di prossima pubblicazione con Palgrave Macmillan, 2016).

 organizzazione Lacunae